IMPIANTO DI COOGENERAZIONE, TRIGENERAZIONE

 

Gli impianti di cogenerazione sono impianti che tramite motori endotermici producono energia e calore, mentre quelli di trigenerazione producono anche aria fredda.

 

IMPIANTO DI PIROLISI – GASSIFICAZIONE A BASSA TEMPERATURA

L’impianto di Pirolisi mette in pratica la legge della natura che dice: "In natura nulla si crea, nulla si distrugge ma tutto si trasforma". Uno dei vantaggi che la pirolisi offre nei confronti dell'incenerimento in massa è il minore ingombro dell'impianto, in quanto non è necessario l'eccesso di aria tipico della combustione e quindi l'intero sistema non deve trattare un così grande volume di fumi.

Con il termine pirolisi si intende un trattamento termico, somigliante per certi versi a una combustione, che avviene in carenza di Ossigeno. Le sostanze organiche contenute nella massa dei rifiuti, per effetto delle alte temperature (450 °C) che si hanno all'interno del reattore, distillano e passano in fase gassosa, lasciando un residuo solido impoverito, praticamente privato di sostanza organica, a prevalente carattere minerale.

Il reattore di pirolisi produce un gas che viene bruciato per generare vapore ed energia elettrica, e una frazione di residui inerti e minerali, (pari a circa un decimo del prodotto trattato) che viene inviata a discarica, essendo costituita essenzialmente da vetro, ceramica ed altre impurezze che accompagnano i materiali in ingresso all’impianto, comunque pirodepurate a seguito del processo termico.

Il gas di pirolisi in uscita dal tamburo è costituito prevalentemente da ossido di Carbonio, Idrogeno e idrocarburi; è quindi un prodotto combustibile il cui contenuto energetico può essere recuperato: per questo è inviato, previo trattamento di allontanamento delle impurezze, alla combustione.

L'energia del vapore a media pressione è assorbita nel gruppo turboalternatore, convertendo il contenuto entalpico della corrente di vapore in energia meccanica e, successivamente, elettrica. La prevista turbina a vapore è del tipo a contropressione. La turbina è accoppiata ad un alternatore sincrono trifase, con potenza ai morsetti proporzionata all’esigenza di kW.

Il flusso termico generato dal processo di pirolisi con gassificazione, consentono con la vendita di energia elettrica, dei ricavi positivi per le società di gestione pubbliche o private.

I ricavi sono configurabili nella vendita dell’energia elettrica autoprodotta, al prezzo dei certificati verdi, che all’ultima asta corrispondono a 12,694 cent.€/kw/h.

Rispetto dei parametri di immissione in ambiente degli inquinanti, pari a circa un decimo dei valori contemplati nella normativa.

Gli RSU talquale conferiti già nella Prima fase di trattamento di inertizzazione e igienizzazione vengono ridotti come peso del 40% e come volume del 60%.

Minor smaltimento in discarica circa un decimo del prodotto conferito.

Allungamento di vita della discarica per almeno 10 volte.

Eliminazione del percolato fonte di inquinamento del sottosuolo.

Il sovvallo prodotto può essere impiegato per la copertura di discariche o per bonifiche ambientali.

Seconda fase recupero della parte secca per la produzione di CDR (combustibile da rifiuti)

Con la seconda fase viene azzerato il rifiuto talquale che diventa combustibile da destinare alla pirolisi. Eliminazione del prodotto da conferire in discarica.

Terza fase impianto di pirolisi (allego disegni con le varie fasi di lavoro)

Nella terza fase otteniamo un residuo del 10% di ceneri choc secondo la quantità del combustibile CDR utilizzato. Le ceneri choc contengono un discreto potere calorifero che opportunamente trattate potrebbero produrre altra energia, oppure finire in discarica. L’impianto di pirolisi riduce l’impatto visivo rispetto a un termovalorizzatore, necessita di minor spazio e non ha bisogno di grandi camini.

 

TEMPI DI ESECUZIONE

La prima fase di inertizzazione e igienizzazione è immediatamente eseguibile (90gg) tramite un impianto mobile, in forza di un’autorizzazione all’esercizio rilasciata ad I.CO.M. Milano dalla Regione Lombardia ai sensi dellArt. 28 del D. Lgs. 22 del 1997 (Decreto Ronchi). La seconda fase per la produzione del CDR (Combustibile Derivato dai Rifiuti) segue la prima fase con ulteriori 60gg. La terza fase impianto di pirolisi ha un tempo di realizzo di 24 mesi permettendo quindi alla seconda fase di accumulare per oltre un anno il CDR (Combustibile Derivato dai Rifiuti), questo permette all’impianto di pirolisi di poter lavorare per le sue 24 ore/giorno senza ricorrere ad altre fonti energetiche.

 

OCCUPAZINE

Nella prima fase l’occupazione prevista è di 6 unità per un turno di lavoro giornaliero

Nella seconda fase l’occupazione prevista è di 2 unità per turno di lavoro giornaliero

Nella terza fase l’occupazione prevista è di 24 unità per la copertura dei tre turni di lavoro su le 24 ore di funzionamento dell’impianto di pirolisi.

SI ELIMINANO LE BRUTTURE DEI TERMOVALORIZZATORI CHE DETURPANO E INQUINANO CON LE LORO CIMINIERE

SI PRODUCE ENERGIA PULITA NEL RISPETTO DELL’AMBIENTE

SI ELIMINANO LE LAMENTELE DEI CITTADINI CHE NON VOGLIONO GLI INSEDIAMENTI DI DISCARICHE E TERMOVALORIZZATORI PERCHE’ CREANO DISAGI DI VITA

SI CREA OCCUPAZIONE PER 32 UNITA’

 

La Società E.A.&A. Snc attenta alle problematiche delle Amministrazioni Comunali, e alla salvaguardia dell’ambiente sta proponendo per la risoluzione delle problematiche dello SMALTIMENTO DEI RIFIUTI URBANI, la fornitura di impianti altamente tecnologici che rendono gli R.S.U. (tal quale) prodotti di riutilizzo (CDR per fini energetici) perché, inertizzati, igienizzati, pellettizzati o bricchettati ed esenti da percolati.

 

 

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